La storia del nostro Fundraiser

Sergio Consonni

Correre con il cuore: la prima maratona di Sergio a fianco di Ai.Bi, Amici dei Bambini.

Ci sono traguardi che vanno ben oltre il tempo segnato sul cronometro. Lo sa bene Sergio Consonni, che lo scorso aprile ha tagliato il traguardo della Wizz Air Milano Marathon con un sorriso enorme, un pizzico – lui dice: un bel po’! –  di spossatezza e una grandissima felicità.

Per lui non si è trattato solo di coronare il sogno di una vita – “Volevo correre la mia prima maratona e l’ho portata a casa!” – ma di farlo per una causa speciale: sostenere le comunità mamma-bambino di Ai.Bi. Amici dei Bambini. 

Sergio, che lavora in una multinazionale, racconta di essere arrivato ad Ai.Bi. quasi per caso, grazie a contatti e amici e colleghi comuni. Fino a quel momento, come molti, la sua attenzione era rivolta soprattutto alle grandi organizzazioni internazionali impegnate nelle emergenze globali e non aveva avuto ancora occasione di conoscere una organizzazione come Ai.Bi. con una mission e una serie di attività così specifiche, rivolte ai minori abbandonati, senza famiglia o in difficoltà familiare.

“Sono stato davvero felice di conoscere da vicino una realtà che si occupa di bambini, minori in difficoltà e delle loro mamme. È stata una bellissima scoperta”, ammette. La Wizz Air Milano Marathon dello scorso aprile è diventata così l’occasione perfetta per unire il desiderio personale dello sport a un gesto concreto di solidarietà. Una sfida nella sfida, affrontata da Sergio con enorme entusiasmo e con grande autoironia, ammettendo di essersi presentato ai nastri di partenza praticamente senza allenamento.

“Faccio sport da sempre ma non ero proprio preparato per la maratona – dice – ma ho voluto provarci lo stesso. Innanzitutto è stato bellissimo: il percorso è diverso dalla Stramilano, le emozioni soprattutto sono impagabili. Arrivare alla fine, è stato davvero un sentimento fortissimo che, in questo caso, sapevo avere anche un contenuto di grande valore”.
Ma ciò che ha reso indimenticabile la sua gara è stato anche il calore umano ricevuto inaspettatamente lungo il tragitto:

“Quando stavo correndo, ero al 10mo chilometro, a un certo punto ho sentito delle voci che incitavano: ‘Forza Sergio, vai, sei tutti noi!’. Pensavo si rivolgessero a un’altra persona, non sapevo di avere qualcuno tra il pubblico che seguisse la mia gara. Invece mi sono girato ed erano i volontari di Ai.Bi.: è stato emozionante vedere questo sostegno diretto e sincero da parte dell’associazione.”

Cinque ore di fatica 

Arrivare alla fine è stato un vero successo. Sergio ha concluso la gara in poco più di cinque ore, stremato ma felice, sostenuto dal tifo dello staff di Ai.Bi. che lo ha accompagnato in questa avventura.

Il valore della sua corsa è andato ben oltre il giorno dell’evento: Sergio ha portato la causa di Ai.Bi. all’interno della sua realtà della sua rete di amici, parlandone ai colleghi e accendendo i riflettori sui progetti dell’associazione. L’esperienza è stata così positiva che Sergio sta già guardando al futuro: l’obiettivo per il prossimo anno è coinvolgere attivamente i colleghi di lavoro per creare una vera rete di solidarietà – gettando magari le basi per nuove staffette o team di maratoneti. E, naturalmente, iniziare ad allenarsi fin d’ora per arrivare ancora più preparato!