Medici con l'Africa Cuamm

Cooperazione e sviluppo in ambito sanitario

CAMPAGNA VACCINALE
Un vaccino per “noi”

Davanti a un’emergenza globale, l’unica risposta possibile deve essere globale. L’Africa non può restare esclusa

Un piano vaccinale per l’Africa

“Sviluppare un vaccino contro Covid-19 è la sfida più urgente del nostro tempo e nessuno vince la gara finché tutti non vincono”

Organizzazione mondiale della Sanità

 L’EMERGENZA GLOBALE

L’accesso dell’Africa ai vaccini è uno degli snodi cruciali per il contenimento della pandemia. Davanti a un’emergenza globale, l’unica risposta possibile deve essere globale. L’Africa non può restare esclusa. Serve un piano vaccinale. Oltre che giusto, il farlo è garanzia per la nostra sicurezza, perché solo così potremmo interrompere la diffusione del virus e delle sue varianti.

L’Africa e i paesi più poveri restano i grandi esclusi. Tutti parlano del vaccino anti Covid ma l’Africa non c’è. È fuori dal radar. Al 28 gennaio, in Africa, le persone vaccinate erano venticinque, come ha ricordato alcune settimane fa, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, il prof. Alberto Mantovani, immunologo di fama internazionale e direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas che collabora con il Cuamm e il Bambin Gesù in Centrafrica. Venticinque: non mancano zeri. E su Avvenire ha ribadito: “Il più grande pericolo che l’umanità sta correndo è l’unico che passa sotto silenzio […], non mandare vaccini proprio nei Paesi poveri è scandaloso per due motivi: il primo etico, di solidarietà; il secondo sanitario, di sicurezza, visto che le due varianti oggi più temute vengono proprio da lì, dal Sudafrica e dalla selva brasiliana”.

Davanti a un’emergenza globale, l’unica risposta possibile deve essere globale. Serve un piano vaccinale per l’Africa. Servono più dosi. Il Covax, l’iniziativa per la distribuzione equa dei vaccini nel mondo, riuscirà a fornire il vaccino, entro la prima metà del 2021, solo al 5% della popolazione africana. Finora sono stati raccolti solo due miliardi di dollari dei dieci necessari per avere una immunità ‘comunitaria’. Bisogna fare di più! Il rischio è quello di un’ulteriore ingiustizia: la disuguaglianza vaccinale.

I primi vaccini Covid-19 stanno arrivando in Africa. È l’inizio della speranza anche per questo continente che, per avere una copertura immunitaria, dovrebbe ricevere entro il 2021, almeno 1,3 miliardi di dosi. Noi faremo la nostra parte, al servizio dei bisogni e delle debolezze di sistemi sanitari già debolissimi prima della pandemia e che adesso rischiano di crollare.

Medici con l’Africa Cuamm vuole facilitare la discussione e la pianificazione, sia a livello internazionale sia nei Paesi, per allineare il proprio intervento, le risorse e le proprie competenze alla strategia di contrasto al Covid-19 in Africa. Nel fare questo, intende concentrarsi principalmente su tre componenti:

1. La progettazione di un piano di vaccinazione, al fine di soddisfare i bisogni di salute delle persone più vulnerabili;2. La rimozione delle barriere a qualsiasi livello del sistema sanitario per la diffusione e l’adozione di vaccini efficaci in tutta l’Africa;3. La condivisione delle esperienze positive per consentire sia agli altri paesi africani che agli stakeholder internazionali di pianificare interventi mirati ed efficaci.     L’IMPEGNO CONCRETOI vaccini devono diventare vaccinazioni 

“Abbiamo imparato a dirlo che nessuno si salva da solo, adesso dobbiamo farlo per davvero. Dobbiamo mobilitarci non con la bocca ma con mani operose, non aspettando dagli altri un gesto ma facendolo noi per primi, coinvolgendo e spronando tutti, fino ad arrivare anche alle istituzioni, pubbliche e di chiesa”

Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm

Le dosi, da sole, non sono sufficienti, devono poter diventare “vaccini veri”. L’intervento del Cuamm Medici con l’Africa, è di supporto ai servizi sanitari locali che, seppur fragilissimi, devono distribuire le dosi dalla capitale fino alle aree rurali del Paese. Azioni concrete come acquistare pick-up, moto, generatori, pannelli solari, box frigoriferi, garantire personale: tutto questo va potenziato e abbiamo bisogno di aiuto.

Prima di tutto per i tanti colleghi locali: medici, infermieri, ostetriche, e operatori di supporto del settore sanitario (amministrativi, autisti, addetti alle pulizie). Come abbiamo sperimentato anche per l’Italia, sono loro il “cuore pulsante” intorno a cui ruota tutto il sistema sanitario di un paese. Sono loro in prima linea, esposti al rischio maggiore nell’assistere e curare gli ammalati e nel combattere il virus. E sono pochi! Inizieremo dai più vicini, dai nostri colleghi, quelli che lavorano con noi, fianco a fianco, nei 23 ospedali, nei 127 distretti e nei tantissimi centri sanitari periferici, dai medici fino agli operatori di comunità. Sono circa 20.000 nei paesi dove lavoriamo, il 5% degli operatori totali del settore. Il nostro impegno, anche con il tuo aiuto, è di portare il vaccino prima di tutto a loro.

E infine le comunità dove vive la maggior parte della popolazione fino alle aree più remote e lontane. Ci sono cose molto concrete da assicurare e su cui lavorare: serve una logistica che funzioni compresa la catena del freddo. E poi le siringhe, il cotone, l’alcool, la formazione del personale locale, tutte cose per nulla scontate. Fino alla sfida dell’accettabilità culturale da parte della comunità, che si supera solo con campagne di informazione come sperimentiamo ogni giorno. Questa è la sfida che vogliamo affrontare: con il nostro stile, da professionisti seri e affidabili, che si mettono al servizio dei bisogni e delle fragilità di sistemi sanitari già debolissimi prima della pandemia e che adesso rischiano di crollare. Essendo “con”, affiancando i nostri partner locali, a livello centrale come il Ministero della Salute, e a livello periferico, nei vari distretti e centri sanitari.

L’iniziativa concreta che vi proponiamo è questa: un contributo per la sfida di portare il vaccino a 20.000 colleghi, medici e operatori del settore sanitario dei paesi in cui siamo presenti in Africa. Ti chiediamo di aiutarci a “far arrivare” il vaccino nell’ultimo miglio. È un appello che rivolgiamo a tutti. Singoli, gruppi, associazioni, club, fondazioni, istituzioni pubbliche e di chiesa, media e partner internazionali, giovani e anziani: abbiamo bisogno di te. Solo insieme sarà possibile. Il prof. Alberto Mantovani ci accompagna, primo sostenitore del nostro appello: “O ci prenderemo cura del mondo nella sua globalità, o le varianti del virus continueranno a toglierci la pace, ma la colpa sarà di una miopia irresponsabile e autolesionista”.

DATI IN EVIDENZA

23 ospedali
127 distretti
10 euro di contributo

20.000 operatori sanitari da mettere in sicurezza

AIUTACI ANCHE TU
https://dona.cuamm.org/progetto/un-vaccino-per-noi

Puoi contribuire con:

– IBAN: IT 32C 0501812101 000011078904 per bonifico

bancario presso Banca Popolare Etica, Padova.

– www.mediciconlafrica.org per donazione online

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